Le persone di Ca’ Zenobia

Ferdinando Forlati, Bruna Tamaro

Ca’ Zenobia, come la conosciamo oggi, è nata grazie all’impegno di Ferdinando Forlati (1882-1974) e di sua moglie Bruna Tamaro Forlati (1894-1987). Entrambi sono state figure di spicco nel mondo della cultura storico-artistica e della tutela dei monumenti tra le due guerre e in seguito.

Il complesso, ereditato da Ferdinando, fu soggetto ad una radicale trasformazione formale-figurativa, con la creazione di un giardino formale e razionalista, la costruzione di una torretta e di una generosa terrazza, la sistemazione della collezione di mobili antichi e arte, che Ferdinando aveva raccolto con questo scopo sin da giovane. Nonostante il risultato, quella che i più definiscono una villa a pieno titolo, da ricondurre alla tradizione delle ville venete, lui teneva a definirla una casa.

Insieme a lui e a sua moglie, ci teniamo a ricordare anche altre persone che hanno avuto e hanno un ruolo nella gestione della proprietà.

Domenico Tamaro

Agronomo istriano (1859-1939), padre di Bruna. Scrisse vari manuali di ortofrutticultura e fu, tra l’altro, direttore dell’Istituto agrario di Grumello del Monte (Bergamo). La storia familiare ricorda il suo contributo decisivo all’introduzione della coltivazione del pesco nel veronese.

Supponiamo, senza sapere per certo, che possa essere stato coinvolto nella creazione del giardino e nella scelta delle piante. Rimane una sua foto sulla porta del giardino, a testimonianza della sua presenza sul posto.

Zeno e Laura Forlati

A partire dagli anni ’80, hanno assunto la gestione della proprietà, occupandosi, tra l’altro, del restauro degli affreschi e del risanamento degli impianti e aprendo la casa per soggiorni di vacanza, soprattutto per le loro quattro figlie e i loro amici.

Cesare e Gelmina Manzato

La storia e l’evoluzione del giardino sono indissolubilmente legati alla famiglia Manzato, a cui a partire dagli anni ’60 fu affidata la cura della proprietà.

Cesare Manzato era originariamente agricoltore, ma seppe anche diventare giardiniere di grandi capacità; affiancato dalla moglie Gelmina, tra le altre cose bravissima con i fiori, si occupò del giardino, della vigna e degli animali (galline, tacchini, anatre, faraone; per un periodo: conigli, api, mucche) fino a tarda età, con i metodi ‘ di una volta’. Durante la loro gestione si faceva il fieno, si tenevano le dalie, l’orto estivo e quello invernale, si faceva il vino sia bianco che rosso, in particolare uno splendido recioto. È lui a piantare il melograno dell’aiola centrale nel 1996, glielo aveva regalato un amico.

Marco Ferrari

Architetto paesaggista, specializzato in giardini storici, aiuta la nuova gestione degli spazi verdi con un prezioso lavoro di analisi e la messa a punto di un piano di manutenzione.

Fabio Borriello

È approdato al giardino di Ca’ Zenobia nel febbraio 2024. Pur essendo nato a pochi chilometri di distanza, la strada che ha portato Fabio a Ca’ Zenobia è lunga, e passa per una serie di esperienze in Australia riguardo la progettazione in Permacultura, la gestione e implementazione di sistemi agroforestali in clima subtropicale e  il pascolamento rotazionale.

Tornato in Italia ha approfondito il tema della salute del suolo, nello specifico si é formato nel campo delle analisi biologiche dei microorganismi della rete alimentare del suolo. Attualmente presso il giardino di Ca’Zenobia sperimenta e applica tecniche di agricoltura rigenerativa.